Donatella Di Pietrantonio con l’Arminuta-Ritorna “Libri & Dialoghi”

L'arminuta

Ritorna “Libri & Dialoghi”, a cura di Ubik e Assessorato alla Cultura del Comune
Donatella Di Pietrantonio inaugura la rassegna l’Arminuta, libro “unico” di una grande autrice
Giovedì 1° giugno, ore 19. In Piazza U. Giordano, all’aperto, spazio antistante la libreria

L'arminuta
La scrittrice abruzzese, finalista al Premio Campiello 2017, presenta il suo romanzo

“C’è una scrittrice unica in Italia. Ha cinquantacinque anni, ogni giorno lavora nel suo studio dentistico a Penne, in Abruzzo, e per scrivere si alza molto presto al mattino e fra le cinque e le sette procede ‘per lampi’, come dice lei”. Matteo Nucci – autore finalista allo Strega 2017 – sulla rubrica Robinson di Repubblica non ha dubbi: Donatella Di Pietrantonio è scrittrice unica. Così come unica è la storia che racconta e, anche, la stessa protagonista del suo romanzo, inserito tra la cinquina finalista del prestigioso Premio Campiello 2017. Ricomincia nel segno della qualità la rassegna estiva “Libri & Dialoghi” organizzata da Ubik e Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia: giovedì 1° giugno, alle ore 19.00, nell’isola pedonale di Piazza U. Giordano (spazio antistante la libreria), l’autrice Donatella Di Pietrantonio inaugura la manifestazione con il suo romanzo L’Arminuta (Einaudi, 2017). A conversare con la scrittrice abruzzese sarà il libraio Salvatore D’Alessio, in rappresentanza del neonato gruppo di lettura Pagine Mie. Introduzione a cura del direttore artistico della libreria, Michele Trecca. Previsti i saluti dell’assessore Anna Paola Giuliani.

L’Arminuta (Einaudi, 2017; Supercoralli; pagine 176 pagine). «Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo più a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza». Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L’Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell’Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.

Donatella Di Pietrantonio. Risiede a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Con Bella mia (Elliot 2014) ha partecipato al Premio Strega. Per Einaudi ha pubblicato L’Arminuta (2017).

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