La vicenda dei Grifoni di Ascoli Satriano questa sera su Rai Storia

marmi ascoli

I Grifoni di Ascoli Satriano questa sera in onda su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre). Alle 21.30, infatti, “Art Detective”, la nuova docu-fiction dedicata ai casi più eclatanti di furto di opere d’arte, si occuperà del “trapezophoros” e del Tesoro di Ascoli Satriano partendo dalla storia di un famoso tombarolo, che in punto di morte chiese agli investigatori di ritrovare un eccezionale reperto da lui trafugato.

Un ritrovamento non semplice, come spiegato dagli investigatori del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, poiché il reperto, parte del corredo funerario di una tomba macedone, passò più volte di mano tra mercanti e collezionisti fino a giungere al Getty Museum di Malibu, che lo acquistò per cinque milioni e mezzo di dollari. Grazie alle indagini, nel 2007 il “trapezophoros” torna in Italia e, nel 2010 ad Ascoli Satriano.

Nella puntata di “Art Detective”, partendo dalla complessa vicenda dei Grifoni – che fino al 31 ottobre saranno esposti  nel Padiglione Italia di Expo 2015 – si ripercorreranno le linee storiche dell’archeologia dauna.

Per chi non potesse vedere la trasmissione in tv c’è la possibilità di scaricare l’app o di visualizzare il sito http://www.raistoria.rai.it/.

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1 Comment

  1. Maurizio Pellegrini Rispondi

    Gentile redazione, la storia di questa scultura, quella legata al tombarolo che nel 2002, in punto di morte, chiese ai carabinieri di ritrovare i grifoni da lui trafugati e recuperati dalle conseguenti indagini dei Carabinieri del TPC, è solo la parte finale. I Grifoni che attaccano la cerva, insieme al trapezophoros, alla statua di Apollo, ed ad atri importanti reperti sono stati individuati, prima del 2000, dagli archeologi della Soprintendenza archeologica per l’Etruria Meridionale Rizzo e Pellegrini , come opera di scavi clandestini effettuati nel sud d’Italia, passati per le mani del trafficante Giacomo Medici, per quelle dei trafficanti internazionali Symes ed Hecht, e venduti al museo Paul Getty di Los Amgeles attraverso la collezione Templesman. Lo confermano le pubblicazioni scritte nell’ambito del caso Giacomo Medici, del suo processo e di quello verso Marion True, responsabile dell’acquisto da parte del museo, e Robert Hecht svoltosi a Roma: The Medici Conspirancy di Watson e Todeschini, The Lost Chalice di Vernon Silver, I predatori dell’Arte perduta del giornalista del Messaggero Fabio Isman e ne Chasing Aphrodite dei giornalisti del Los Angeles Times Felch e Frammolino. La storia può essere confermata anche dalla lettura della sentenza del processo Medici, condannato in via definitiva ad 8 anni. Se interessa potrei fornire passi di questi documenti perché non è sopportabile vedere oscurato sui giornali, sul sito di Ascoli Satriano, addirittura in una fiction di Rai Storia, il lavoro di anni di indagini scientifiche e investigative da parte di funzionari dei Beni Culturali.
    Maurizio Pellegrini

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