“L’avaro” di Molière nella rilettura della Compagnia “Quelli di Grock” al teatro comunale U. Giordano il 19 marzo per la stagione di prosa bis

Locandina L'avaro

L’avaro” di Molière – un classico tradotto e adattato da Valeria Cavalli, che, insieme a Claudio Intropido, ne firma anche la regia – approderà il 19 marzo prossimo al teatro comunale U. Giordano per la stagione di prosa “bis” in corso, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia, in collaborazione con il consorzio del Teatro Pubblico Pugliese.

Una delle opere più celebri del geniale commediografo e attore francese, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, (Parigi, 15 gennaio 1622, ivi, 17 febbraio 1673), interpretato dalla Compagnia “Quelli di Grock”, che con questa ultima produzione festeggia degnamente i suoi quarant’anni di attività, nel corso dei quali ha riscosso grande successo di pubblico.

La vicenda di Arpagone continua ancora a personificare la spilorceria che assume contorni patologici nel meschino personaggio creato dal genio di Molière, totalmente privo di sentimenti e di affetti, che non siano quelli rivolti in misura esclusiva al suo denaro.

Commedia in cinque atti, rappresentata da Molière al Palais-Royal di Parigi il 9 settembre 1668 e pubblicata l’anno successivo, è ispirata all’ “Aulularia” di Plauto, sia in alcuni dei meccanismi più importanti della trama, sia per la caratterizzazione psicologica del vecchio protagonista, Arpagone, odiato dai suoi stessi figli, Cleante ed Elisa.

Il primo a causa della sua opposizione alle nozze con la giovane e povera Marianna; Elisa, invece, lo detesta perché vuole darla in sposa all’anziano e ricco Anselmo, il quale è disposto a prenderla anche se priva di dote.

Cleante fa trafugare dal suo servo, Freccia, la cassetta dove il sospettoso Arpagone tiene sotto chiave il suo denaro, pensando di usarla come merce di scambio con il padre per avere la sua innamorata.

Ma il genitore accusa del furto il suo intendente, Valerio, che da tempo ha imbastito una relazione sentimentale con Elisa.

Ad aggiustare le cose ci pensa Anselmo, il quale, invece di chiedere la mano di Elisa, riconosce nella bella Marianna e nell’intendente Valerio i suoi figli, creduti da tempo morti in seguito ad un naufragio.

Convolate a giuste nozze le due coppie di innamorati, Arpagone infine rientrerà in possesso del suo adorato tesoro.

Nella rilettura di Valeria Cavalli, la vicenda è rappresentata nella cornice di un teatrino mobile e decadente, e recitata coralmente da un gruppo di guitti, in un susseguirsi senza soste di scene e controscene, in cui tutti i personaggi sono coinvolti in una congiura per far trionfare l’amore.

Gli interpreti recitano e partecipano, restano in scena ed assistono come se fossero parte del pubblico, con il quale condividono emozioni e turbamenti.

Il cast degli interpreti:

Pietro De Pascalis, Jacopo Fracasso, Cristina Liparoto, Sabrina Marforio, Roberta Rovelli, Andrea Robbiano, Simone Severgnini, Clara Terranova.

Musiche di Gipo Gurrado, eseguite da Nema Problema Orkestar

Costumi di Anna Bertolotti

Scenografia e luci di Claudio Intropido

Realizzazione scene di Maria Chiara Vitali

Regia di Valeria Cavalli e Claudio Intropido

Sipario ore 21,00

Prezzi biglietti

Poltrona e posto di palco I II fila: € 22,00

Ridotto poltrona e palco I e II fila: € 18,00

Suppletivo ai palchi di I e II fila centrali: € 15,00

Posto di palco III fila numerato: € 16,00

Ridotto posto di palco III fila numerato: € 14,00

Loggione posto unico: € 10,00

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