“Mail art: Concepire l’infinito”

concepire l'infinito
Mostra “Mail art: Concepire l’infinito”, dal 15 Giugno al 15 luglio presso la sede del circolo La Merlettaia, in Via Arpi, 79 a Foggia
E’ stata inaugurata ieri 15 giugno alle ore 19,00 presso la sede della Merlettaia di Foggia, l’associazione “La Merlettaia”, la “Rete delle Città Vicine”, che comprende donne e uomini di molte città italiane, Le Amiche di Celeste, donne impegnate negli studi crostarosiani, e Il Centro Ricerca e Documentazione Donna di Foggia inaugurano la mostra di Mail art “Concepire l’infinito”, a cura di Katia Ricci con l’allestimento di Rosy Daniello.
concepire l'infinito
La scelta è stata dettata da una riflessione che ha coinvolto donne e uomini in incontri tenuti presso La Merlettaia nel corso di alcuni mesi. Abbiamo letto e discusso i testi di Chiara Zamboni, La Notte ci può aiutare, di Luisa Muraro, Concepire l’infinito, gli Aforismi sull’Indistruttibile dagli Aforismi di Zürau di Kafka, La lettera di Rosa Luxemburg a Sonja, l’articolo John Berger: l’infinito, qui e ora di Gianluca Solla, alcune pagine de Il coraggio di essere liberi di Vito Mancuso e di La famiglia Karnowsky di Israel Singer. Stimolanti le parole di Luisa Muraro (in Le amiche di Dio. Scritti/di mistica femminile, a cura di Clara Jourdan, D’Auria, 2001): “Parlo di qualcosa che riguarda anche altre, parlo di uno sguardo che oltrepassa le mete e le misure sociali per sporgersi oltre, e far avvenire qualcosa, farla ad-venire qui. Parlo di un desiderare altro senza farne l’oggetto di un’appropriazione ma, al contrario, lasciandosi toccare da esso e arrendendosi così alla soggezione della soggettività. Parlo di una non autosufficienza incolmabile, di un non bastarsi originario e del prezzo che le donne hanno pagato per averlo scelto …”. Dallo scambio di pensieri e dal racconto delle proprie esperienze e a partire dal proprio sentire sono emerse numerose e varie connotazioni in cui declinare il concetto e l’immagine dell’infinito: apertura, abbattimento delle barriere, andare oltre i propri limiti e quelli che la crisi del mondo sembra imporre, per riconquistare desiderio e libertà. Di fronte alla tentazione di “perdersi” nell’astrattezza, nell’immenso e nell’irraggiungibile, molte hanno sottolineato la necessità di restare aderenti alla realtà e alla vita: l’infinito è anche qui, quando si crea un nuovo spazio di relazione e confronto, è legato all’umanità di ciascuna/o. Infinito come scompaginare, uscire dai limiti, è qualcosa di lontano e vicino nello stesso tempo, concreto e astratto. L’arte è uno dei modi per rendere visibile l’invisibile, per scoprire quella “fodera invisibile dell’esistente che, scrive Chiara Zamboni (Il pensiero dell’esperienza, a cura di Annarosa Buttarelli e Federica Giardini, Baldini e Castoldi, 2008) attrae senza che sappiamo che cosa sia. Senza che la coscienza ne possa avere consapevolezza e possa codificarlo. C’è qualcosa di presente nella nostra vita quotidiana che ci attira a sé, ci mette in movimento.”

Ai visitatori verrà proposto di appuntare, su un foglio bianco, una citazione o un persiero originale sul tema.

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