MICHELE SANTERAMO interpreta “NOBILI E PORCI LIBRI”

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MICHELE SANTERAMO interpreta “NOBILI E PORCI LIBRI”, il 31 maggio a Lucera presso la Cremeria Letteraria
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Cremeria Letteraria chiude il Maggio dei Libri presentando uno splendido lavoro teatrale che narra una storia di libri in modo commovente.
Michele Santeramo, attore-autore di Teatro Minimo di Andria, vincitore del Premio Riccione 2011 con il suo testo “Il Guaritore”, presenta “Nobili e porci libri. Fogli nuovi per il Barone de Gemmis”, uno dei suoi monologhi che incatena il pubblico alle sedie.
Con il solo supporto di una pedana e di un leggìo, l’attore parla di quel tempo non così antico in fondo, in cui le biblioteche non venivano sfrattate (come ora accade alla Biblioteca di Filosofia di Napoli), non venivano chiuse per mancanza di personale, non venivano gestite da cooperative con trimestralisti a rotazione.
Michele Santeramo parla di un tempo e di un mondo in cui i libri erano vivi e respiravano.
E quindi decidevano loro che padrone scegliersi, qualcuno che sapesse dove collocarli, come delicatamente sfogliare le pagine per trasmettere un sapere che è giusto che sia di tutti. E per essere di tutti deve stare in una biblioteca. Così la pensava un signore molto speciale, un nobiluomo, Don Gennaro De Gemmis di Terlizzi che ha passato la vita a mettere insieme una raccolta ragionata di libri antiquari, di libri sulla Puglia nella sua Villa San Giovanni per poi donarla alla fine della sua vita, alla comunità e farne la più grande di tutte le biblioteche esistenti nella Regione. Un modo per sperperare il patrimonio di famiglia o per arricchirsi d’animo? La vicenda è curiosa e ha ben ragione Santeramo a volerla raccontare perché ha tutte le caratteristiche della novella e il sapore della parabola, con tanto di morale ma non con un lieto fine. E’ infatti un racconto di trent’anni di vita che scorre via come un fiume in piena, come la foga con cui il Barone vuole comprare libri anche se i soldi stanno finendo.
Come tutti i racconti veri e non le favole, questa storia finisce nella tragedia di sempre, di chi generoso per vocazione e per natali, subisce l’ignominia della tirchieria dello Stato, la noncuranza della burocrazia. Ma, grazie al teatro, non la dimenticanza della Storia.
Andando dall’inizio, Santeramo ci racconta con l’accento del Sud adeguato alla vicenda, una storia che è piena di divertenti episodi che fanno del nobiluomo anche un donnaiolo, un amante del bello, un filosofo ma anche un agronomo, un ingegnere, un ricco cacciatore di carte stampate, meglio se antiche, meglio se uniche, meglio se pugliesi. Un uomo di mondo che girava con una utilitaria alla fine della Guerra passando da Bari all’Olanda per aggiudicarsi un lotto di libri antichi. Un uomo non comune, certamente, un uomo con un ideale grande, della capienza di ventimila libri e centomila documenti pergamenacei e cartacei. Il collezionismo era la sua passione ma già sapeva che avrebbe elargito quella ricchezza non alla sua stirpe ma alla gente comune, per ricordare il passato e riconoscerne avi e terre, lingue e motti. Santeramo recita le virgole, le pause, racconta con gli ammiccamenti, con lo sguardo fisso a catturare qualcuno del pubblico; passa con straordinaria bravura da un dialetto all’altro e ci raffigura con naturalezza un mondo fatto di gente assai bizzarra. Gente che si porta appresso in macchina un pellicano parlante recuperato da un robivecchi, il quale avvisa quando c’è da frenare (ma sempre troppo tardi), e trova da ridire alla portiera dell’hotel.
Il testo è talmente bello che vale la pena segnalare anche l’edizione andata in stampa Nobili e porci libri (edizione Liberincipit).
Info e prenotazioni:
3273509326 – 3470850970

Cremeria letteraria
Piazza Duomo n. 18, Lucera

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