Questa sera Paolo Nori presenta il Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata, il 6 giugno presso Kublai

Kublai6giugno

Questa sera alle 20, nel cortile del Palazzo di Città, Paolo Nori presenterà il libro “Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata”, pubblicato da una delle più importanti case editrici indipendenti italiane, Marcos y Marcos, dal 18 maggio in tutte le librerie italiane.
Il libro nasce da un corso di scrittura tenuto dallo stesso Nori presso la libreria Kublai di Lucera tra ottobre 2016 e gennaio 2017.
Il Repertorio raccoglie piccole e memorabili storie di matti veri e presunti, storie minime e laterali scovate per le strade di Lucera e della provincia di Foggia e nei racconti, e che hanno trasformato i corsisti in “cronisti medievali della contemporaneità”.
Un lavoro bello, divertente, a volte un po’ triste e un po’ poetico, che raccoglie storie ricche di un’umanità così piena che non può non essere tramandata.
Durante la serata ci saranno alcuni interventi musicali di Anna Rita Martire.
L’evento è organizzato dalla libreria Kublai e dal Comune di Lucera.

Paolo Nori (1963), parmigiano di nascita e bolognese di adozione, è uno dei più importanti scrittori italiani.
Dopo il diploma in ragioneria ha lavorato in Algeria, Iraq e Francia. Tornato in Italia ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Russa presso l’Università degli Studi di Parma.
Ha collaborato con Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Daniele Benati.
È fondatore e redattore della rivista L’Accalappiacani, edita da DeriveApprodi. Collabora con alcuni quotidiani tra cui Il manifesto, Libero, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano e ha un blog su IlPost .
Ha pubblicato oltre trenta libri per editori quali Feltrinelli, Einaudi, Rizzoli e Laterza.
Ha tradotto e curato la pubblicazione di alcuni libri dei più grandi scrittori russi, da Gogol a Tolstoj, da Turgenev a Gončarov, da Puškin a Erofeev.
Esercita la pratica della lettura in pubblico. Gestisce un blog che usa quale palinsesto delle opere che viene via via scrivendo.

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Come nasce il Repertorio dei matti
«Qualche mese fa ero a Genova a fare un seminario di letteratura, a me a Genova, non so perché, la gente, mi sembrano tutti un po’ squinternati, e ai ragazzi che facevano il seminario, quando ho letto dei pezzi dal Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, ho chiesto ai ragazzi che facevano il seminario Ma perché non fate il Repertorio dei pazzi della città di Genova? E dopo, il giorno dopo son tornato a Bologna, a guardarmi intorno a Bologna ho pensato che anche a Bologna, c’era pieno di squinternati e mi sono chiesto Ma perché non facciamo il Repertorio dei pazzi della città di Bologna? E ho immaginato che si sarebbe potuto fare un corso di scrittura, non so come dire, senza sentimento, perché il repertorio dei pazzi mi sembra vada scritto come l’ha scritto Alajmo, come se non intervenissero i sentimenti, con il tono degli elenchi di Perec (il Mi ricordo, o Alcune delle cose che dovrei pur fare prima di morire, o, addirittura, il Tentativo d’inventario degli alimenti liquidi e solidi che ho ingurgitato durante l’anno millenovecentosettantaquattro). Bisognerebbe, ho pensato, raccogliere una quindicina di persone (massimo venti), per due fine settimana, sei ore al giorno, 24 ore in tutto di un corso dove si ragioni di queste scritture prive di sentimento, se così si può dire (penso alle cronache medievali, in particolare alla Cronaca di Fra Salimbene, a Il diario intimo di Sally Mara di Raymond Queneau, a La coda di Vladimir Sorokin, a I remember di Joe Brainard e alle sue varie riscritture, da quella di Perec, Je me souviens, a quella, italiana, di Matteo B. Bianchi, Mi ricordo), paragonandole anche alle scritture sentimentali (mi vengono in mente i testamenti di Essendo capace di intendere e di volere del notaio De Matteis, Vite sbobinate, di Alfredo Gianolio, La banda dei sospiri, di Gianni Celati, o, anche, le Lettere di condannati a morte della resistenza italiana). E durante questi due fine settimana, e tra i due fine settimana e subito dopo i due fine settimana i partecipanti si documenterebbero, nei bar, nelle biblioteche, sui posti di lavoro, per reperire il materiale da trasformare poi, sul modello del libro di Alajmo, nel repertorio dei pazzi della città in cui sono.
A me piace il fatto che questo corso, pur assicurando la pubblicazione (si fa una specie di libro collettivo) toglie di mezzo la questione della personalità degli esordienti che è una questione, a volte, complicata, e mi sembra anche bello il fatto che si farebbero dei libri che sarebbero dei piccoli libri di storie, minime, laterali, ma, forse, memorabili, delle città in cui viviamo e che i partecipanti per un po’ sarebbero trasformati, mi viene da dire, in cronisti medievali della contemporaneità».
Paolo Nori

Il Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata è stato scritto da Maria del Vecchio, Annarita Favilla, Marco Terenzio Barbaro, Modestina Cedola, Annalisa Mentana, Anna Rita Martire, Erika Traisci, Gigi Brandonisio, Antonietta D’Introno, Enzo Quaranta, Valeria De Iudicibus, Giuseppe Todisco.

Via Antonio Gramsci 27 – Lucera
0881 542669

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