Sant’Alberto a Pietramontecorvino: la colorata carovana dei fedeli. Sabato 16 maggio

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Ogni 15 maggio Pietramontecorvino si prepara al pellegrinaggio del Santo Patrono con l’allestimento dei pali da portare in processione il giorno seguente. Si tratta di fusti d’albero lunghi fino a 20 metri e addobbati con panni variopinti che vengono trasportati dai fedeli a braccia, eretti, con l’aiuto di lunghe funi.
Il pellegrinaggio del 16 maggio si caratterizza così come una variopinta carovana che, grazie all’altezza dei palli e allo sventolare degli scialli ad essi legati, rende visibile il suo procedere anche a molti chilometri di distanza tra il tenero verde del grano primaverile, permettendo a chi resta in paese di seguire la statua di Sant’Alberto a distanza.
Da Pietramontecorvino a Montecorvino: sette chilometri, lungo i quali si sviluppa un cammino di devozione, fede, tradizione e identità culturale.
La ricchezza dell’evento supera infatti il significato religioso della processione e del pellegrinaggio.
Tutto ebbe inizio 126 anni fa: la leggenda narra che Sant’Alberto Normanno apparve in sogno a due donne, dicendo loro che per alleviare l’opprimente sete dei campi, la popolazione locale avrebbe dovuto compiere un pellegrinaggio penitenziale fino alla vicina Montecorvino. Così fecero i Petraioli e durante la via del ritorno le nuvole riversarono sui campi la pioggia promessa: Alberto il Normanno aveva sconfitto la siccità e conquistato eterna devozione.
Dalla Chiesa di Maria Ss. Assunta quindi ogni 16 maggio, di buon ora, dopo la messa mattutina, donne, uomini e bambini si mettono in cammino, preceduti dagli enormi pali. Nel mezzo c’è la statua del Santo che unisce i tre Paesi formatisi dalla diaspora degli abitanti dell’antica Montecorvino in seguito alla sua distruzione: Motta Montecorvino, Pietramontecorvino e Volturino.
I partecipanti, a piedi, percorrono il sentiero in terra battuta che da Pietramontecorvino giunge al sito archeologico medievale di Montecorvino: qui ai piedi dei resti di una maestosa torre, detta “Sedia del Diavolo”, e sui ruderi di un’antica città si svolgono i riti dedicati al Santo.

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