Tra Brasile e Italia, la chitarra di Eddy Palermo

eddy palermo

Secondo appuntamento della rassegna di primavera, di scena un grande maestro. Tra Brasile e Italia, la chitarra di Eddy Palermo
Allo Zapoj, è tempo di “Bossa jazz e dintorni”

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Venerdì 28 aprile, nel risto-pub di via Grecia 36, a Foggia. Il secondo live
Uno dei migliori chitarristi, punto di riferimento della bossa nova in Italia

Dal tributo a John Coltrane alla bossa nova o, per ricalcare il titolo di questa seconda serata in rassegna, alla bossa jazz e dintorni. La primavera musicale dello Zapoj Ristopub di Foggia prosegue di slancio con uno dei maestri della chitarra italiana, famoso anche in Sudamerica per aver fuso la sua straordinaria tecnica di matrice jazz con la forza espressiva delle armonie latine, soprattutto di derivazione brasiliana. Venerdì 28 aprile, alle ore 22.30, di scena per la prima volta allo Zapoj, in via Grecia 36 (zona “Macchia Gialla”), il chitarrista e compositore Eddy Palermo, punto di riferimento della bossa nova non solo a livello nazionale. Oltre ad aver suonato con alcune leggende del jazz mondiale, come Chet Baker, George Coleman, Billy Smith, George Garzone, Jim Hall, Lee Konitz e Joe Pass – dal quale ha tratto grande ispirazione per i suoi “solo” di chitarra – può vantare incisioni e collaborazioni con i migliori interpreti latini del genere, forte degli anni trascorsi in Brasile sul finire degli anni ’90, da Mauricio Einhorn, Roberto Menescal, Rosalia De Souza, Miucha e il grande Toninho Horta, con il quale ha registrato l’album “Brincado” poi portato in tour in tutto il mondo. Allo Zapoj, pertanto, ad accompagnare Eddy Palermo saranno i musicisti Giovanni Mastrangelo e Antonio Cicoria, rispettivamente basso e batteria (info: 338.8499520).

Dopo la serata d’apertura di marzo con il sassofonista Daniele Scannapieco e quella di venerdì 28 aprile con Eddy Palermo, la rassegna di primavera si chiude con l’ultimo appuntamento (sempre a ingresso libero, come tutti gli eventi culturali organizzati dallo Zapoj) in programma venerdì 26 maggio. Di scena, nel risto-pub foggiano, un vero e proprio astro nascente della fisarmonica, Vince Abbracciante, nato ad Ostuni ma ormai noto anche fuori dall’Italia “per la sua straordinaria tecnica, oltre che per il senso profondo del blues e dello swing” (così come viene definito sul Dizionario del jazz italiano edito da Feltrinelli nel 2014). Di lui, il grandissimo Richard Galliano ha detto: “Chi più mi ha impressionato è un giovane italiano, originario della Puglia: si chiama Vincenzo Abbracciante. In ogni brano mi ha imbarcato in una storia e commosso”. Per l’occasione, va sottolineato, il fisarmonicista– che in quel periodo sarà di ritorno da una tournée in Cina – sarà l’ospite del Gypsy Project, sodalizio musicale ormai noto in Italia e all’estero nato nel 2012 nel solco del leggendario chitarrista manouche Django Reinhardt, composto dai fondatori Vittorio Menga e Nunzio Ferro (entrambi chitarristi), e dal contrabbassista Nicola Scagliozzi, il sassofonista Antonio Aucello e il violinista Domenico Mancini. A parte quest’ultimo, pertanto, nativo dell’Abruzzo, tutti gli altri musicisti sono nati in Capitanata.

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